Archive for 24 giugno 2009

Piccoli segnali europei

giugno 24, 2009

Una riflessione di Alessandro Leogrande all’indomani delle elezioni per il Parlamento Europeo, caratterizzate da un significativo crollo dei consensi sia per il Partito Democratico in Italia, che per tutto il centrosinistra europeo. Se l’opposizione della sinistra in Europa si fa sempre più debole, è altresì vero che forze nuove e ostinate stanno emergendo dal suo interno, alcune feconde e vitali, come il partito di Cohn-Bendit in Francia, altre semplicemente ostinate, personaliste e terribilmente italiane.

di Alessandro Leogrande

A uscire fortemente ridimensionato dalle ultime elezioni europee non è solo il Pd (che ha perso 7 punti rispetto alla sconfitta, già epocale, dell’aprile del 2008) ma tutto il centrosinistra europeo. Tutti i partiti socialisti, compresi da paese e paese (tranne le eccezioni spagnola e greca) in una riserva che va dal 15 al 20% dei voti. Un’esigua minoranza, insomma. Il socialismo europeo, quella forza che ha segnato gli ultimi 150 anni del continente, è ormai al tramonto; ma, di contro, non si è affermato un nuovo Partito Popolare: i popolari saranno incapaci nei prossimi anni di guidare una maggioranza stabile, e questo creerà non pochi problemi alla linea Barroso. Più in profondità, ci sarebbe da fare un altro ragionamento: quanto c’è di popolare, e di democratico cristiano, in un partito del genere, che tra l’altro ha come sua seconda forza la pattuglia italiana di berlusconiani e post-fascisti? Tuttavia i veri vincitori di queste elezioni, non sono loro ma i fascisti veri, gli xenofobi veri, provenienti dai quattro cantoni del continente.
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Il papi di Silvio

giugno 24, 2009

di Aldo Busi

Ringrazio Peppi Nocera, che nel suo blog Kirkpinar ospita da tempo gli interventi di Aldo Busi, e che ci ha concesso molto gentilmente di riprodurre il seguente pezzo sullo scandalo governativo delle ultime settimane.

Occorre un’emotività rimasta infantile per preferire amici prezzolati a nemici gratis! E la radice malata che blocca la crescita emotiva, intellettuale, sociale, sentimentale, sessuale e infine politica e civile di un maschio, e che lo porta a regredire in modo costante e masochistico nel tempo, è ben piantata nella figura del padre tanto perfetto quanto “inarrivabile”, e di solito è un padre autoritario, anche in modo mellifluo, intransigente, ricattatore ad oltranza (che sia morto può solo aggravare lo stato psicotico paterdipendente dell’orfano, avesse pure settantadue anni). Il padre, che non poteva non andare che in Paradiso, lo guarda dall’alto e lo giudica in ogni istante del suo sentire e del suo fare, e lo giudica solo in base a un metro: le cosiddette palle, tirate fuori o tenute dentro. Per l’anziano orfanello, ancora vacillante creta in divenire, avere le palle verrà confuso col non avere debolezze, compassione, autoironia, capacità d’ascolto. Come farà ad avere degli amici se vorrà solo essere ascoltato senza mai ascoltarli?
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