Archive for luglio 2009

La razza operaia e la Lega

luglio 9, 2009

di Alessandro Leogrande

Gli operai votano a destra, gli operai sono di destra. Al di sotto dell’ottundimento collettivo prodotto dal caso-Noemi, questa sembra essere la sola, unica verità “sociologica” di questi tempi, tanto da spingere persino Liberazione a non riconoscerli più, a darli per persi, a decretare con sgomento il loro amore con “gli imprenditori che li licenziano e li mandano a morire sul posto di lavoro.”
Per chi si colloca sul filone del post-operaismo, è dura dover riconoscere che gli operai di oggi non sono neanche lontani parenti degli Operai di cui parlano i propri testi di riferimento, della “rude razza pagana” esaltata da Tronti. Ancor più duro – forse – è digerire il fatto che quell’astratta rude razza non è mai esistita in natura. La “cultura proletaria” e “la “coscienza operaia” non esistono, se non in rarissimi momenti. E, quando ci sono, sono il risultato di un lungo lavoro politico e culturale più che di un forte sussulto sociale. I sussulti radicalizzano le posizioni, in un senso come nell’altro; la creazione di una coscienza è frutto di un processo più complesso, e spesso sotterraneo.
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La carne che trema (o le curiose assonanze con Peron)

luglio 7, 2009

di Enrico Deaglio

La ricorderemo come “la” storia italiana del 2009; Silvio Berlusconi e Noemi Letizia hanno, insieme, una forza tragica e comica di grandissima attrazione, come raramente succede nel mondo della politica. L’uomo, un industriale milanese stereotipo, è da tempo il leader politico italiano, 72 anni, venerato da almeno la metà degli italiani. La ragazza, che ha appena compiuto diciotto anni, napoletana, bionda, aspira a una carriera nel mondo dello spettacolo e lo chiama “papi”. Il padre di lei, figura classica del presepe partenopeo, è una specie di faccendiere – impiegato comunale – invischiato con la giustizia – amministratore di edicole di giornali e profumerie – elegantone – esperto dei bassifondi della politica regionale – amministratore del futuro della figiola. Il principale quotidiano dell’opposizione svela che il premier, forzando le regole imposte per la sua sicurezza, ha cambiato i suoi programmi ufficiali per partecipare alla festa per i diciotto anni della ragazza, le ha regalato un prezioso diadema, e in precedenza l’ha invitata a feste e festini.
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L’immigrazione e le sue retoriche: intervista ad Alessandro Dal Lago

luglio 3, 2009

La redazione di minimum fax intervista Alessandro Dal Lago, per anni professore e rettore all’Università di Genova ed esperto sociologo impegnato nella ricerca sulle migrazioni internazionali e sul conflitto nella metropoli. Poiché ieri è stato approvato in via definitiva dal Senato il pacchetto sicurezza, che introduce nel nostro paese il reato di clandestinità (oltre a istituzionalizzare le discusse ronde), ci sembra appropriato, e necessario, riportare qui, ora, il pensiero di un uomo che a queste tematiche ha dedicato un’intera vita di studi.

Alessandro Dal Lago, in questi giorni la questione immigrazione è tornata ad essere la prima notizia del giorno, e lei sembra essere su questo tema uno degli intellettuali di riferimento in Italia. Ma da subito qui faccio mia una contraddizione che lei metteva in luce in un’intervista tempo fa, quando confessava in modo paradossale ma non troppo, di non essere interessato per nulla all’immigrazione. Quello che lasciava intendere è che il discorso sui migranti viene sempre formulato secondo una retorica fuorviante e pericolosa. Per esempio, a destra parlando di sicurezza, a sinistra parlando di società multietnica o multicultura. Che cosa occultano queste retoriche?
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