L’arte di non essere punk

by

di Tiziana Lo Porto

mooreErano bellissimi nella loro oltraggiosa imperfezione. Se ne infischiavano del mondo, e la stessa musica punk suonava alle loro orecchie troppo convenzionale. Dipingevano, fotografavano, riprendevano, cantavano, urlavano, più di ogni altra cosa si esibivano, e il loro palcoscenico era la fin troppo celebrata New York di fine anni Settanta. La New York del CBGB, per esempio, amatissimo locale live che un paio di anni fa chiuse i battenti tra pianti e rimpianti di nostalgici e sopravvissuti. La New York di Patti Smith e Robert Mapplethorpe, coppia icona di un’epoca irriproducibile, irriducibile e oltremodo invidiabile. La New York di Lydia Lunch che di quegli anni e di quella scena questo dice: «L’anti-chiunque della No Wave era un miagolare collettivo che sfidava le classificazioni, contagiava il pubblico, oltraggiava le convenzioni, cagava in faccia alla storia, e poi spaccava». Così racconta di sé e dintorni nella prefazione a un gran bel libro fotografico appena uscito negli States e curato da Thurston Moore dei Sonic Youth e dal critico musicale Byron Coley. Il libro si chiama No Wave: Post-Punk. Underground. New York. 1976-1980, e insieme al testo di Lydia Lunch raccoglie una serie di importanti foto in bianco e nero e rare interviste ai protagonisti di quel mezzo decennio lì, ovvero la cosiddetta scena No Wave (per farsi un’idea basta ascoltare la compilation del 1978 No New York curata da Brian Eno).

Cave_Una non-corrente o anti-corrente musicale che all’epoca si contrapponeva alla New Wave e che per Thurston Moore probabilmente ha rappresentato le radici, le origini, l’io-vengo-da-lì, credibile movente di un accurato e devotissimo lavoro di ricerca, indagine, inchiesta. Operazione già realizzata un paio di anni fa dal regista Scott Crary nell’eccellente documentario Kill Your Idols, che coinvolgeva oltre che lo stesso Moore e il collega chitarrista Lee Ranaldo, la vecchia guardia di quella scena No Wave (con Lydia Lunch ancora una volta capofila) e i giovani eredi a noi contemporanei (Yeah Yeah Yeahs, Liars e simili) che dovrebbero «uccidere i loro idoli», ma che, ammettiamolo pure, forse non saranno mai all’altezza. E non per mancanza di talento. kill«Qui in quest’album di famiglia si nasconde la progenie di sale di Lot», scriveva la poetessa russa Marina Tsvetaeva, rendendo bene l’idea che ci si fa nel rivedere oggi le immagini di un manipolo di ragazzi scapestrati talmente incoscienti e arditi da riuscire a creare una vera e proprio Sodoma nel cuore di New York senza mai rinnegarla. «Non vedevamo molte altre scelte al di là del fare quello che abbiamo fatto», dice adesso Martin Rev dei Suicide, insistendo soprattutto sul fatto che quella che facevano comunque non era musica. Si trattava di distruggere la musica degli altri piuttosto, o – per come la mette Arto Lindsay, all’epoca DNA – di riarrangiarla, ma in ogni caso di radere al suolo in primis, e poi ricostruire il tutto un po’ come capita, ovvero a cazzo. Questa la No Wave, la cui importanza nella storia del rock è stata soprattutto l’avere consentito di superare tutto quello che c’era prima, blues o punk che fosse, di costringere il prossimo a inventare e non limitarsi a rifare. È nata così, pochi anni dopo, la musica dei Sonic Youth, e Thurston Moore ne è consapevole. Il noise dei Sonic Youth è uno dei prodotti migliori della No Wave. Basta assistere a un loro concerto, ora come dieci o vent’anni fa, per capirlo. Accanto a loro, chiunque suoni prima o dopo o nel frattempo, semplicemente scompare. Ascoltateli e, nella peggiore delle ipotesi vi ritroverete a collezionare cd, ep, vinili, bootleg, dvd, libri fotografici, poster, la qualunque, nella migliore deciderete di diventare anche voi musicisti e metterete su la vostra di band. Michael Azzerad, autorevole giornalista musicale, c’ha scritto sopra un capitolo (una band per ogni capitolo, tredici capitoli in tutto) di uno dei suoi libri migliori, Our Band Could Be Your Life, ovvero la nostra band potrebbe diventare la tua vita. Che come concetto può apparire un poco estremo, ma rende perfettamente l’impatto che questa – come poche altre band – può avere sul prossimo.
suicideAlcuni dei nomi della No Wave tornano poi in un secondo volume, curato sempre da Thurston Moore. Mix Tape è il titolo del libro, che si presenta come una raccolta ben confezionata di contributi (testi, disegni, foto, collage, elenchi di canzoni e di nomi di band) intorno al tema della compilation da musicassetta. Un omaggio a un oggetto scomparso, in pratica, che raccoglie nomi più o meno famosi della scena artistica e musicale americana, chiamati a riesumare bei ricordi&compilation. Presenti all’appello, accanto a Moore e a musicisti e artisti che orbitano intorno ai Sonic (Jim O’Rourke, o Leah Singer, artista e moglie del chitarrista Lee Ranaldo), John Sinclair, Dean Wareham, Damon Krukowski e Naomi Yang (ex Galaxie 500), la scrittrice Mary Gaitskill (suo il bel racconto da cui è tratto il film Secretary), Ahmet Zappa, musicista, attore e figlio di Frank Zappa, la regista Allison Anders (quella di Mi Vida Loca e di Four Rooms) e molta altra beautiful people.
Ammirevole il risultato che inevitabilmente induce a mettere a soqquadro casa alla ricerca del proprio di «mix tape» del cuore. O a cercare di ricostruire a mente la scaletta esatta delle canzoni regalate all’amato nel tentativo di sedurlo (se l’amato lo si è poi sedotto e conquistato si può pure provare a chiedergli direttamente se tante volte quella cassetta lì l’ha conservata, risparmiando così tempo e affanno). Nel caso in cui poi vi sentiate abbastanza nostalgici, o anche solo per noia, accendete il computer e andate alla pagina muxtape.com Potrete riprovare il piacere di farvi da voi il vostro impeccabile mix da cassetta, chiamarlo come vi pare e diffonderlo nell’etere. Qualcuno forse apprezzerà.
waveNota a margine sulla mia vita, ovvero come Pretty Woman mi ha fatto scoprire la musica dei Sonic Youth. Quando vidi per la prima volta al cinema Julia Roberts dentro la vasca da bagno della camera d’albergo di Richard Gere che, auricolari dentro le orecchie e saponata intorno, cantava Kiss di Prince a squarciagola, avevo diciannove anni. Il giorno dopo andai a comprare un walkman identico al suo, di plastica, giallo e subacqueo. È dentro quel walkman che ho scoperto i Pearl Jam, i Nirvana e molta altra musica. Ci ascoltavo soprattutto vecchie cassette dei Pixies e dei Pere Ubu. Ci ascoltavo anch’io Prince, Kiss e Darling Nikki, la mia preferita che mettevo in tutte le mie compilation. Un giorno ci ho ascoltato anche Thurston Moore, e Kim Gordon, e i Sonic Youth. Per la prima volta. M’è venuto in mente adesso, leggendo questi libri, e ho pensato che da qualche parte dovessi scriverlo. Ecco, l’ho scritto qui.

Thurston Moore e Byron Coley, No Wave: Post-Punk. Underground. New York. 1976-1980, Abrams Image, pp. 143, £ 14.00
Thurston Moore (a cura di), Mix Tape. L’arte della cultura delle audiocassette, Isbn Edizioni, pp. 95, euro 22
Scott Crary, Kill Your Idols, Rarovideo, euro 17,90

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

6 Risposte to “L’arte di non essere punk”

  1. stefano Says:

    bravissima Tiz!

  2. Delia Says:

    bravissima! chi ha sete ha già bevuto!

  3. Joglar Says:

    che bell’articolo! mi sono ricordata della prima cassetta che mi registrai da sola. c’era la stessa canzone che si ripeteva sullo stesso lato. era un loop tape. l’arte del mixaggio mi sfuggiva.

  4. Joglar Says:

    ma sei tu quella con la felpa disneyland nella foto?

  5. Reginella Says:

    Che bello, che bello!
    P.S:
    Vorrei avere quella tua foto.

  6. Vic Says:

    greit greit greit!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: