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Un’introduzione a Fitzgerald

novembre 1, 2009

Metto in rete la prefazione che scrissi tempo fa per Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato di Francis Scott Fitzgerald.

di Nicola Lagioia

Nonostante il proliferare delle cattrede di creative writing, niente mi toglie dalla testa che la migliore scuola di scrittura disponibile sia la lettura consapevole dei classici e un duro lavoro su di sé. Il che significa interrogare senza tregua il proprio talento, mettendolo continuamente a confronto con quello di chi ci ha preceduti. Non è un esercizio a buon mercato, perché avvicina al terribile concetto dell’invalicabile (come sentirsi al cospetto di un Assalonne, Assalonne!, di un’Albertine scomparsa, di un Tenera è la notte?) e soprattutto – cosa forse ancora più terribile – perché costringe tanto aspiranti scrittori quanto poeti laureati a fare i conti con i limiti superabili: ovvero, ciò che potremmo fare ma ancora non facciamo per rendere la nostra scrittura migliore e degna di essere letta. Si tratta, in definitiva, di mettere continuamente in discussione la propria vita.
Questa raccolta di frammenti di Francis Scott Fitzgerald – estratti dalla fragile stupefacente bellezza delle sue opere e dalla sua vita epistolare (non meno tormentata dell’altra) – è una testimonianza molto efficace di questo perenne travaglio esistenziale. Credo possa tornare utile a chi vuole fare letteratura per capire ancora una volta quanto sia lastricata di sudore e irrequietudine la strada che porta alla realizzazione di un buon romanzo, traendone (se si leggono queste pagine in modo davvero intelligente) non scoramento ma coraggio. È forse utile anche agli editori non ancora malati di cinismo per ricordare loro che differenza passa tra i risultati da Blockbuster di un John Grisham e, rendiconti alla mano, le circa 40 copie vendute complessivamente da Fitzgerald nel suo ultimo anno di vita. Sicuramente queste pagine torneranno poi preziose a quei lettori già così fortunati da possedere la sensibilità necessaria ad amare romanzi quali Tenera è la notte o Belli e dannati, e in più desiderosi di dare un’occhiata nella bottega dello scrittore.
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