Il “classico” oggi

by

Questo articolo è uscito ieri sul Corriere del Mezzogiorno

di Alessandro Leogrande

Gli Anni Zero si sono conclusi e siamo già entrati in un nuovo decennio. Passato un intermezzo congestionato da guerre e crisi mondiali, ci siamo ritrovati pienamente inseriti nel ventunesimo secolo. Il Novecento, con tutto il suo bagaglio culturale e politico, è ormai definitivamente percepito come un’era passata, con cui – certo – continuare a interagire criticamente, ma ormai nella distanza.
Siamo entrati dunque negli Anni Dieci (…). Gli Anni Dieci del secolo scorso sono stati anni tremendi (la Grande Guerra, la rivoluzione bolscevica, la pace di Versailles, il ’19…), ma anche anni culturalmente turbolenti. E i nostri Anni Dieci, come saranno?
A organizzare una prima mappatura del nuovo tempo ci pensa una monumentale opera della Treccani: XXI secolo. Sei volumi, 80-85 autori per tomo, 4.200 pagine. Il primo volume, Norme e idee, intende studiare «lo stato di incertezza e di crisi che sembra caratterizzare il mondo dei valori tradizionali, delle istituzioni e della società civile». Così si legge nella presentazione del piano dell’opera, che poi continua in tal modo: «Sotto l’impeto dirompente dei processi di globalizzazione e delle tecnologie sono messi in discussione i fondamenti del diritto, le strutture della società civile, il concetto stesso di persona».
Di questo primo volume segnaliamo un saggio in particolare, che appare oltremodo illuminante: Il “classico” oggi di Luciano Canfora.
Con la sua consueta lucidità, Canfora coglie un passaggio determinante del nuovo tempo, una costante sotto traccia che prova a disvelare: il ritorno dei modelli e degli archetipi classici lasciati in ombra nel ventesimo secolo. Dopo il declino delle «rivoluzioni culturali» degli anni sessanta e settanta, dopo il crollo delle ideologie che avevano retto il dibattito pubblico a lungo, e soprattutto dopo il collasso del socialismo reale, sono oggi potentemente ritornate alla ribalta «forme di pensiero, concetti e questioni che il ‘moderno’ conflitto novecentesco sembrava aver archiviato».

Insomma, mentre Marx e Freud sono morti, Aristotele, Platone e Tucidide sono vivi e vegeti, e la loro limpidezza ritorna come un bagliore in tempi confusi. Ma andando più in profondità, Canfora scorge come perfino parole-chiave del mondo antico oggi siano tornate centrali: schiavitù, impero, democrazia, costituzione mista, diritto naturale, libertà.
Parliamo dalla prima. Non solo la schiavitù non si è mai estinta: oggi è diventata una fonte redditizia di profitto, sia nel Sud che nel Nord del mondo. Accade, come ben sappiamo, anche nelle nostre campagne con i braccianti stranieri. Da questa prospettiva, il conflitto tra capitale e lavoro salariato appare quasi un Eden perduto, cui si è sostituito il ritorno del controllo dell’uomo sull’uomo. Un controllo non più limitato al solo lavoro, ma esteso all’intero spazio di vita.
Ebbene, queste forme di dipendenza feroci hanno «nella gamma vastissima di servitù conosciute e praticate in antico nelle società arcaiche (per es., modello ateniese dello schiavo-merce, modello laconico della dipendenza ilotica ecc.) non solo un significativo ascendente, ma anche un termine di raffronto utile sul piano diagnostico». A confortare quanto Canfora scrive, si potrebbe ricordare che nelle motivazioni della sentenza del processo barese in cui una ventina di caporali sono stati condannati per riduzione in schiavitù di centinaia di braccianti, cinque-sei pagine erano dedicate al «raffronto» con la schiavitù nell’antica Roma.
Ma Canfora continua, e forse il nodo cruciale del suo ragionamento è nell’analisi del nesso democrazia-cittadinanza. È uno strano destino, quello della parola «democrazia». Dopo aver avuto tre secoli di vita tormentata nella Grecia antica, tra il 500 e il 200 a.C., è caduta in disuso per lunghissimi secoli. Il suo valore è stato riaffermato solo con la Rivoluzione Francese. Nel Novecento la democrazia è stata il vessillo liberale contro i totalitarismi, ma al contempo è diventata una parola vuota, ossificata. Oggi l’interpretazione della democrazia, e delle sue forme, ritorna a essere un campo di battaglia, proprio come per i pensatori e i politici greci. Da una parte, sostiene Canfora, il senso comune occidentale tende a «dare per acquisito che la democrazia non può sussistere se letteralmente tale, ma solo come ‘regime misto’, innervata di poteri oligarchici e/o fondati su criteri di merito». Questo si cela, in buona sostanza, dietro ogni discorso sulla governabilità. Dall’altra parte, però, la democrazia è ritornata in auge come riconsiderazione radicale degli assetti sociali intorno al tema della cittadinanza. Il tema centrale è quello dell’inclusione dei nuovi arrivati. E il dibattito intorno alla concessione più o meno rapida della cittadinanza ai lavoratori immigrati, rivela una particolarissima analogia con il dibattito classico sui diritti dei liberti. Il rapporto strettissimo tra cittadinanza, democrazia reale, inclusione, contrasto delle nuove forme di servitù è evidente. Di fatto la nostra società si regge (anche) sul lavoro di 4 milioni di immigrati che pagano le tasse ma non hanno diritto di voto e che vivono nel costante pericolo di ricadere nello status di clandestini. La Storia non si ripete mai identica, e delle analogie non bisogna abusare. Ma l’esplosione di contraddizioni simili, pur con secoli di distanza, è sotto i nostri occhi. Tornare allora ai filosofi dell’antichità, o ai narratori della molteplicità del mondo come Erodoto, aiuterebbe. Quanto meno per analizzare, sotto una nuova luce, molte delle parole che capita di ascoltare quotidianamente all’interno del dibattito politico.

Annunci

Tag: , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: