Seminario sui luoghi comuni

by

7. Pettegolezzi

di Francesco Pacifico

Knut Hamsun è l’autore di Fame, scrive di vagabondaggi rigorosi, un po’ mistici, deliranti, autistici. In quanto tale può prestarsi al solito fraintendimento: io aspirante scrittore copierò il suo delirio senza assicurarmi che la mia vita sia passata per le stesse forche caudine e che la mia penna se lo possa permettere.
Ciò che tiene in piedi uno come Hamsun, però, non è il cuore del suo delirio, ma le cento cose che sistema tutto attorno a quel delirio e che ne condividono l’anima e non l’aspetto. Nel brano che segue, tratto da Un vagabondo suona in sordina, al protagonista non accade nulla di rilevante: si limita a spettegolare dell’ingegner Lassen e della di lui cugina, la signora Falkenberg: qualcuno in città si è fatto un’idea dello stato dei loro rapporti. Sembravano tanto intimi e invece ora quasi non parlano più.
È una piccola città, e i suoi abitanti, per il solo fatto di scambiarsi pettegolezzi su quei due li costringono ad allontanarsi. Il miracolo è come Hamsun permetta ad alcuni dei suoi personaggi di documentare un allontanamento fra altri due personaggi di cui i primi sono in qualche modo responsabili per via dei pettegolezzi stessi.
Questo miracolo narrativo avviene senza alcun clamore. Il narratore ricostruisce le vicende della strana coppia con un commesso viaggiatore vicino di stanza dell’ingegnere. Vi unisce ciò che ha notato dei due vedendoli passeggiare sul ponte. L’ultimo paragrafo, infine, è composto di pure illazioni. E per tutte e due le pagine ha definito alla perfezione cosa possono e non possono due innamorati, tecnicamente, in una piccola città: «…la città era tanto piccola e la cugina era una forestiera, non poteva farle in continuazione da cavaliere, dovevano mettere un po’ di distanza tra di loro, ogni tanto – solo qualche rara volta, capisci? – dovevano forse mangiare a orari diversi al tavolo dell’albergo».
Ancora più apprezzabile è l’assenza di clamore se si considera che il narratore desidera la signora Falkenberg.

da Un vagabondo suona in sordina
di Knut Hamsun


Ma ormai dovevano trovarsi meno bene insieme, visto che l’ingegnere usciva più spesso da solo e la signora Falkenberg rimaneva a volte a guardare fuori dalla finestra dell’albergo. Per lo stesso motivo, probabilmente, il grasso capitano Bror era ricomparso tra di loro: forse doveva portare anche agli altri un po’ di buon umore e di gioia. E certo l’enorme, obeso buontempone ha fatto del suo meglio: la piccola città ha sentito per una notte intera le sue risate, poi la sua licenza è scaduta e ha dovuto fare ritorno al reggimento. L’ingegnere e la signora Falkenberg si sono ritrovati soli.
Un giorno, in un negozio, ho sentito dire che l’ingegnere Lassen aveva avuto un piccolo, insignificante screzio con la cugina. Lo raccontava un commesso viaggiatore al negoziante. Ma è tale la reputazione del ricco ingegner Lassen nella nostra città che il negoziante non vuole quasi nemmeno credere a questa storia, pone domande dubbiose al pettegolo:
Avranno scherzato. Avete sentito voi stesso? Quando è stato?
Ora nemmeno il commesso viaggiatore osava più dare troppo peso alla faccenda:
Abito nella stanza adiacente a quella dell’ingegnere e non ho potuto fare a meno di sentire, stanotte. Ecco, non c’è dubbio che hanno avuto una discussione, non dico che fosse una cosa grave, anzi, era assolutamente una sciocchezza. Lei diceva soltanto che lui non era più come prima, che era cambiato, e lui rispondeva che non ardiva comportarsi come avrebbe voluto, qui in città. Poi lei gli ha chiesto di licenziare un uomo che le era insopportabile, probabilmente uno degli addetti alla fluitazione. E lui gliel’ha promesso.
Una cosa da nulla, ha detto allora il negoziante.
Ma il commesso viaggiatore aveva certo sentito più di quel che aveva ritenuto opportuno dire, glielo si leggeva in faccia.
D’altronde non mi ero accorto anch’io che l’ingegnere era cambiato? Il primo giorno, alla stazione, era allegro e parlava ad alta voce, mentre ora poteva restare con ostinazione in silenzio quelle rare volte che accompagnava la signora sul ponte. Li vedevo bene rimanere entrambi immobili, ognuno a guardare fisso davanti a sé. Dio del cielo, l’amore è materia volatile!
All’inizio tutto andava bene. Lei probabilmente diceva cose del tipo: Come è bello stare qui, il fiume e la cascata così grandi, il frastuono è così strano, e poi c’è la cittadina con le sue strade e la gente, e ci sei tu! E lui rispondeva: Sì, e ci sei tu! Ah, non potevano fare a meno l’uno dell’altra! Poi però si erano saziati di tutta quella felicità, avevano esagerato, avevano fatto dell’amore una merce da vendere a metri. Erano stati tanto stupidi. Lui si era reso sempre più conto che le cose stavano prendendo una brutta piega: la città era tanto piccola e la cugina era una forestiera, non poteva farle in continuazione da cavaliere, dovevano mettere un po’ di distanza tra di loro, ogni tanto – solo qualche rara volta, capisci? – dovevano forse mangiare a orari diversi al tavolo dell’albergo. I commessi viaggiatori, d’altra parte, si facevano le loro opinioni sul conto di quei due cugini. Ricordati, è una piccola città! E lei… no lei non riusciva a capirlo affatto! La città non era più piccola ora che all’inizio, no? No, amico mio, sei tu che sei cambiato!

Leggi le precedenti puntate del Seminario sui luoghi comuni
6. Culto della personalità
5. Il giovane moralista
4. Le leggi della fisica
3. Idiosincrasie di un protagonista
2. Compassione per la comparsa
1. Il viale per lo struscio

Annunci

Tag: , , , ,

Una Risposta to “Seminario sui luoghi comuni”

  1. M. Says:

    Ah, questo articolo mi riguarda proprio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: