Archive for 1 marzo 2010

Scassata dentro

marzo 1, 2010

Umanità alienata, orizzonti metropolitani, televisione, squallori notturni, lirismo algido… È uscita in questi giorni, nella collana i miosotìs, per le edizioni d’if, Scassata dentro, vale a dire l’universo poetico di Enzo Mansueto in una doppia veste: cartacea, e sonorizzata (cd) dalla Zona Braille, un progetto musicale che (oltre a Mansueto) vede coinvolti Davide Viterbo e Angelo Ruggiero. Qui di seguito una poesia, e una delle sonorizzazioni che si possono trovare nel cd.

Programma

Ormai è già dentro quando lo capisci.
Ha fatto il nido e cresce. In tutti i gesti.
Ad ogni sguardo sul resto. Finisci
di vedere. Soltanto visto. Resti.
Senza dentro. Da fuori. Verso fuori.
Fin quando hai visto tutto. Dopo muori.

Seguite il link per ascoltare la sonorizzazione:
Sequenza Seconda

Le 10 regole

marzo 1, 2010

di Fabio Guarnaccia

Sulla scorta del decalogo di scrittura stilato da quella roccia di Elmore Leonard, alcuni autori, sollecitati da The Guardian, hanno fornito i loro personalissimi comandamenti.
Eccovi quelli di Zadie Smith:

Finché sei piccino, assicurati di leggere molti libri. Dedica più tempo alla lettura che a qualsiasi altra cosa.
Da adulto, cerca di leggere i tuoi scritti come farebbe un estraneo, o meglio, un tuo detrattore.
Non romanticheggiare troppo sulla tua vocazione. Puoi scrivere frasi buone come anche no. Non esiste una cosa chiamata stile di vita da scrittore. Quello che conta è ciò che rimane sulla pagina.
Esecra le tue debolezze. Ma fallo senza dirti che quello che non puoi fare non è importante. Non mascherare la mancanza di fiducia in te stesso col disprezzo.
Lascia un ragionevole intervallo di tempo tra la scrittura e l’editing.
Evita cricche, gang, gruppi. La presenza di una folla non renderà migliore la tua scrittura.
Scrivi su un computer che non sia collegato ad Internet.
Proteggi il luogo e il tempo della tua scrittura. Tieni chiunque lontano da lì, anche le persone che ami di più.
Non confondere onori e conquiste.
Di la verità attraverso qualsiasi maschera ti capiti a tiro – ma dilla. E rassegnati alla perdurante tristezza che deriva dal non essere mai soddisfatto.