Posts Tagged ‘Andrea Pazienza’

Pazienza e Astarte

aprile 3, 2010

Questo pezzo è uscito sul Corriere del Mezzogiorno

di Alessandro Leogrande

Più passa il tempo, e più ci si accorge di quanto Andrea Pazienza sia stato importante nella storia del disegno italiano. E non solo nel disegno, ma anche in quella particolare forma d’arte che definiamo «romanzo per immagini», o «graphic novel». L’inventore di Penthotal, Zanardi, Pompeo e di un mucchio di altre storie per Linus, Alter, Il Male, Cannibale, Frigidaire è stato un maestro nel mescolare parola e immagine, dialoghi e ritratti, lavorando ora sul dettaglio, ora sul montaggio. Le storie di Pazienza non possono essere lette semplicemente né come una galleria di immagini geniali, né come una serie di pagine in cui il linguaggio viene reinventato, frullato, dilatato. Sono l’uno e l’altro insieme. E oggi – come ammesso da molti dei disegnatori contemporanei, Gipi in testa – il «graphic novel» italiano non avrebbe intrapreso alcune delle strade che ha intrapreso, se non ci fosse stato il genio di Pazienza ad aprire un varco. Un genio da imitare, rifiutare o superare, a seconda dei momenti, ma la cui influenza non si può ignorare o aggirare facilmente.
(more…)

Le maestre ritrovate (I e II)

ottobre 2, 2009

Questo articolo è apparso sul blog di Paolo Cognetti, Capitano mio Capitano. Cognetti, in occasione della riscoperta da parte della nostra editoria di due importanti autrici americane, ci racconta della sua grande passione per la letteratura d’oltreocenao. Sotto richiesta dell’autore vi chiediamo di commentare il testo, se volete farlo, direttamente sul suo blog.

di Paolo Cognetti

cognetti_blogSono tortuose le strade che portano a leggere un libro. Mi ricordo bene, verso i sedici anni, la sensazione di vertigine che provavo entrando in biblioteca (allora, senza soldi, prendevo i libri in prestito o li rubavo; adesso al contrario ne compro troppi, più di quelli che riesco a leggere; forse quando sarò vecchio tornerò a fregarmene di accumulare carta, e possiederò solo il libro che sto leggendo). Migliaia di titoli, epoche e luoghi, e un esercito di scrittori morti che mi osservavano dagli scaffali, minacciando di crollarmi addosso come gli scheletri di Indiana Jones. Di certo lì dentro c’era quello che faceva per me, però come facevo a trovarlo? Il mio libro mi stava aspettando in qualche angolo di quel labirinto, e io non sapevo nemmeno da dove cominciare (credo di avere letto tutta Isabel Allende e tutto Paul Auster solo per evitare di vagare in preda al panico nella biblioteca di quartiere). Poi ho scoperto il sistema delle scatole cinesi. I libri sono pieni di indizi per arrivare ad altri libri, se uno è pronto a coglierli e a risalire la corrente.
(more…)