Posts Tagged ‘Borges’

Voli low cost

ottobre 27, 2009

volo

Tempo fa qui avevo parlato di una falsa poesia di Borges (Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita) che circolava da anni in rete nonostante le numerose e autorevoli smentite. L’avevo definita una versione edulcorata della poesia dell’argentino, un Borges come si vorrebbe che fosse Borges, banalizzato in formule facilmente digeribili, qualcosa di simile a Coelho, al Kipling di If, nella cui scrittura predomina il registro gnomico, il tono ieratico e sapienziale. Oggi quella poesia è uscita dalla rete ed è approdata alla radio, precisamente a radio Deejay, durante la trasmissione Il volo del mattino di Fabio Volo. Ascoltate qui come lui la declama, totalmente calato nel ruolo di fine dicitore che sta comunicando grandi insegnamenti morali col sottofondo musicale newagizzante. E fate attenzione soprattutto alle sottolineature di alcuni versi con l’effetto eco della voce. Due, in particolare. Una, a metà, quando dice: «di quello è fatta la vita»; e l’altra nel finale patetico e testamentario: «ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo». Una volta Raboni, riferendosi alla vulgata turistica dell’argentino, determinata dal suo enorme e acritico successo, affermò che «con Borges si viaggia nell’infinito a poco prezzo, e col biglietto di ritorno prepagato; si gusta la vertigine delle alte quote alzandosi di pochi metri». Mi sembra una sintesi perfetta.

Il guastatore

giugno 14, 2009

di Sergio Garufi

Il nome di Franco è composto da due spigoli consonantici che riflettono il suo carattere brusco e diretto. Rivolgersi a lui è il primo passo per “affrancarsi” dall’asservimento alla contemporaneità, per emanciparsi dai falsi bisogni indotti che ci bersagliano ogni momento. Franco ha 46 anni e vive e lavora a Turro, un quartiere periferico nella parte nord-orientale di Milano. Lo conobbi lo scorso dicembre, quando andai a un reading poetico che si svolgeva in un circolo ARCI della stessa zona. Il ciclo di incontri settimanali prevedeva la presenza dei maggiori poeti del momento: le donne rigorosamente col doppio cognome e gli uomini con la doppia residenza, i nuovi quarti di nobiltà.
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