Posts Tagged ‘Cristiano de Majo’

Maria e la coprofilia: due ipotesi sulla realtà come conseguenza

novembre 9, 2009

di Cristiano de Majo

1. Avevo cominciato a interessarmi al caso MFX quando il video 2girls1cup (due ragazze una coppa) aveva travalicato i confini degli appassionati di coprofilia diffondendosi in modo virale come spettacolo di massa e alimentando il chiacchiericcio sulla rete, la curiosità delle comunità virtuali, tutto un catalogo di reazioni a quella che sembrava un’esperienza inedita ed estrema nel campo del visibile. Nel video, che è in realtà un trailer del film Hungry Bitches (puttane affamate), due ragazze, una bionda e una mora, iniziano a baciarsi e a toccarsi in una stanza. prado_genteSembrerebbe l’inizio di una canonica scena lesbo, ma questa normalità – il già visto – subisce una deviazione inaspettata quando l’inquadratura mostra una delle due, la bionda, defecare in un bicchiere – la coppa del titolo – tenuto in mano dalla mora. Il risultato è perfetto e plastico come un sundae di McDonald’s e, come un gelato, il prodotto viene leccato e mangiato, prima dall’una, poi dall’altra, le quali con un coraggio da leoni si baciano con le bocche tutte sporche, scambiandosi da bocca a bocca resti del prodotto, per arrivare infine alla scena in cui ultra-disgustate vomitano sul prodotto, ma non contente, e, con tutta evidenza, imbeccate dal regista, ricominciano a leccare il prodotto ormai ricoperto del loro stesso vomito per concludere con reciproche vomitate – una nella bocca dell’altra – a ripetizione.
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Tra il vero e il falso

luglio 20, 2009

di Cristiano de Majo

jzjoe8

Incontrare una celebrità per strada mi fa sempre provare una specie di vertigine, come se l’esistenza in carne e ossa dei personaggi fosse un’ipotesi la cui verifica ha la portata di una rivelazione sconvolgente.
Quando vedo un personaggio, continuo a guardarlo come per assicurarmi che esista davvero, che non sia un’interferenza dell’etere, l’invasione di campo di una irrealtà sempre più debordante.
Mi è capitato qualche tempo fa a Milano. Passeggiavo per le strade del centro quando, in prossimità di un semaforo, la persona con cui stavo chiacchierando ha attirato la mia attenzione tirandomi per il braccio. Davanti ai miei occhi Simona Ventura e Stefano Bettarini discutevano a una certa distanza ricreando un equilibrio spaziale perfetto, che li faceva apparire manichini viventi. Non si guardavano in faccia, ma sembravano rivolti verso un pubblico fantasma sfruttando i loro profili migliori. Probabilmente la forza dell’abitudine deve imporgli di trovarsi alla presenza di un osservatore esterno anche quando vanno a fare la spesa, come se la sostanza di cui sono composti trovasse un’unica spiegazione nell’esistenza di uno sguardo.
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