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Come un pellicano che si strappa il cuore

ottobre 29, 2009

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Wangechi Mutu - Fibroid Tumor of the Utherus

Nel giugno del 2005, all’apice del fenomeno dei blog, quando a dettare legge erano i commenti ai post e ai racconti o alle opinioni anziché alle fotografie e agli status, fece la sua comparsa nella rete un blog, un altro, uno tra centinaia di migliaia: cadmio. La prima differenza tra cadmio e il resto degli altri blog era la sua difficile classificabilità. Dovendo farlo rientrare in una categoria, tra i blog diaristici, quelli di attualità, quelli artistici e letterari, cadmio sarebbe appartenuto agli ultimi. Ma se nei blog letterari le attività spaziavano tra la diffusione di nuovi prodotti librari o narrativi e il commento, la recensione, la disamina di questi ultimi, cadmio ebbe il merito di spostare il confine non più avanti ma oltre, altrove. Fin dai primi post si configurò come un anti-blog che promuoveva (anzi, che era) l’anti-letteratura. Ogni post era costituito da un collage di frasi, parole e punteggiatura semplicemente giustapposte, in modo da trasmettere non un senso ma una parvenza di senso, un indizio di senso. Con un linguaggio e una struttura simili a quelli bloghistici, cadmio propugnò, per poco più di un paio di anni, non tanto una parodia del blog quanto la sua astrazione più totale. Il distacco dalla comunicazione attraverso la comunicazione, o meglio ancora attraverso l’uso della comunicazione. Brani, passaggi, anche solo singoli vocaboli da altri blog, siti di ogni sorta, portali, riassemblati in un corpo linguistico tanto astratto quanto unitario, tanto vago quanto strutturato, compreso entro l’inizio e la fine del post: una specie di blob della parola, il cut-up ai tempi di google. Di qui l’apoteosi della non-comunicazione attraverso una forma di comunicazione che, perlomeno in quegli anni, sembrava destinata a prevalere su qualunque altra. L’interazione di cadmio con l’esterno in quanto non solo anti-blog, o meta-blog, ma anche in quanto tenutario del blog stesso, avveniva seguendo le stesse linee guida dei post. Ovvero il copia e incolla, l’assemblaggio, l’accordo con le linee tangenti il discorso, ma le più invisibili e sottili, le meno a fuoco. Qui di seguito riportiamo alcuni dei migliori post di cadmio. Ve li proponiamo perché da un lato a rileggerli oggi sembrano disegnare con follia e precisione la nostra storia recente, e dall’altro sono troppo belli per essere lasciati cadere nel dimenticatoio. (Per qualche ragione, il gruppo di autori che ha lavorato al progetto cadmio – scrittori, poeti e giornalisti, alcuni dei quali anche abbastanza noti – preferisce, come all’epoca, continuare a mantenere l’anonimato.)
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