Posts Tagged ‘Massimo Tartaglia’

Una (sola) storia italiana

gennaio 5, 2010

di Franco Marineo

Nel 1992, l’attore Tim Robbins ha esordito alla regia con Bob Roberts, una satira della politica americana che, oggi, torna alla memoria con più di una ragione. Il film racconta la fortunata campagna elettorale di un cantante folk che intende diventare senatore: le sue tendenze politiche sono di estrema destra, e la sua abilità nel comunicare pone in secondo piano la rozzezza delle sue idee. Alla vigilia delle elezioni, un giornalista accusa Bob Roberts di essere coinvolto in loschi traffici di droga e armi; quando la partita elettorale sembra ormai perduta, un attentato riduce Roberts in fin di vita e l’onda emotiva suscitata negli elettori lo spinge fino alla vittoria contro il candidato democratico. Ma l’attentato era solo una messa in scena e Roberts non è mai stato colpito…
Circola in rete un curioso montaggio video relativo al ferimento di Berlusconi del 13 dicembre. Si ipotizza, appigliandosi a particolari narrativi minimi e a prove visive che forse non meritano un’analisi più profonda, la possibilità che l’attentato sia in realtà un falso. Una messa in scena, ordita dalla vittima per ragioni che sono facilmente immaginabili. In poco più di tre minuti (un collage di sequenze tratte dai tg, ingrandimenti di alcuni fotogrammi, didascalie esplicative) si afferma che il souvenir non ha colpito il volto del premier, che il sangue è stato spruzzato sul suo viso con una pompetta, che Berlusconi aveva già in mano, pronto, anche il fazzoletto usato per tamponare la ferita. Insomma, una sequenza di fiction realizzata a uso e consumo di un’opinione pubblica troppo impegnata da Mills e Spatuzza. Anche tra i più appassionati ammiratori delle teorie complottiste, però, questo video fatica a essere convincente; si avverte una certa stanchezza del periodare ipotetico, i frammenti visuali sono stirati, sfibrati, sottoposti a una brutale torsione pur di intravedere un particolare, un frantumo di oggetto o di sguardo che supporti la tesi proposta.
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Essere altro

dicembre 24, 2009

Questo articolo, in forma ridotta, è uscito ieri 23 dicembre sul quotidiano Il manifesto

di Giorgio Vasta

In questi giorni di semiotiche febbrili concentrate su un unico fenomeno – Berlusconi colpito al volto da Massimo Tartaglia con un souvenir del Duomo di Milano – per ogni segno è stato individuato un simbolo e ogni simbolo è stato connesso a un altro simbolo per comporre, nell’insieme, il rebus di ciò che è accaduto, e l’eventuale soluzione del suo significato. In alcuni momenti la sensazione è stata quella di avere a che fare con un’ermeneutica impazzita, con l’ostinata ricerca di un’allegoria interna all’episodio, o per lo meno di una metafora esplorabile. Si tratta di tentativi di lettura comunque legittimi e indispensabili per provare a comprendere, dal particolare, qualcosa di più ampio. E se è del tutto naturale che in questi casi il nostro sguardo si focalizzi sul centro dell’immagine – il corpo di Berlusconi, il suo volto ferito – è ugualmente utile far lavorare anche la coda dell’occhio per andare in cerca di ciò che si colloca più in là, al margine, confuso e defilato, per quanto drammaticamente decisivo nel determinare ciò che è successo: il corpo di Massimo Tartaglia. Ed esattamente il momento in cui, nel brulichio della folla, Tartaglia solleva il braccio destro, lo carica facendolo oscillare un paio di volte nell’aria e poi scaglia contro Berlusconi il suo proiettile di pietra. Questa immagine – che ognuno di noi ha assorbito, in televisione o in rete, al ralenti o in un fermo immagine – ha attivato l’equivalente della coda dell’occhio nell’ambito del ricordo, una sorta di “coda della memoria”, facendomene venire in mente un’altra e generando così una rima, sia di struttura sia di senso. Un’alternativa pratica e politica.
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Oltre l’amore

dicembre 17, 2009

Oggi Il Manifesto è in edicola a 50 euro. È un’iniziativa di sottoscrizione popolare che è anche una battaglia per la libertà di stampa e per il pluralismo. Ripostiamo per l’occasione i due articoli di Ida Dominjanni, usciti rispettivamente il 15 e il 16 dicembre.

Quell’immagine senza ritorno

È sempre il volto dell’altro, sostiene Emmanuel Lévinas, la misura e la prova della nostra umanità, perché è nel volto dell’altro che è inscritta la sua e la nostra vulnerabilità. Il volto ferito di Silvio Berlusconi, una lacerazione improvvisa e violenta nella costruzione senza tempo e senza rughe della sua immagine personale e politica, si presta poco all’uso strumentale cui è stato subito piegato dai suoi pasdaran e in cui, come sempre, sembrano irretiti gran parte dei suoi oppositori. Quel volto colpisce più a fondo, con l’impatto di un’istantanea senza ritorno. (more…)