Posts Tagged ‘Peppe Fiore’

Intervista a Filippo Scozzari

febbraio 15, 2010

di Peppe Fiore

In una delle sue incarnazioni fotografiche più celebri, Filippo Scozzari – torso nudo, occhiali da ragioniere e pancetta da contabile – regge per la coda due piccoli gatti che si dimenano, in una posa a metà tra il cristologico e l’icona pop.
Quella specie di grande ameba culturale che viene definita per comodità «fumetto italiano» ha in quest’uomo una colonna vivente: in carne, ossa e maniglie dell’amore. Scozzari è stato (in ordine cronologico): bambino prodigio, costruttore di fionde, feticista di Paperino, discepolo di Eisner, studente di medicina, collaboratore di Linus, militante fuoriuscito, carrista senza patente, fondatore di Cannibale, poi di Frigidaire, poi scrittore di racconti, scrittore di romanzi, marito, padre di tre figli, coltivatore di ciliegie.

Litigiosissimo, mostruosamente accentratore, antipatico come pochi, Scozzari ha accumulato negli anni un ricco medagliere di gente che lo odia. E, naturalmente, ne va orgogliosissimo. Nei suoi romanzi ama rappresentarsi come una piccola scheggia impazzita dell’industria culturale, che ha scelto di spendersi in un’attività da privilegiati (e magari anche un po’ snob): l’edificazione di un mondo.

E, in effetti, bisogna dire che in quarant’anni di pirateria, il mondo di Scozzari ha assunto un peso specifico di imbarazzante concretezza, che gli ha permesso di sopravvivere agli anni della fantasia al potere, poi agli anni di piombo, poi agli anni del reflusso, e poi agli anni di Craxi. Per arrivare fino ad oggi (gli anni di Ceppaloni) preservando intatto il suo carico di sessualità pirotecnica, di amore rabbioso per la bellezza, e – soprattutto – di infantilismo cronico.
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Intervista a Lasse Braun

agosto 14, 2009

Proseguiamo con il ciclo di interviste gentilmente inviateci da Peppe Fiore. È il momento di Lasse Braun, scrittore, sceneggiatore e regista, promotore di battaglie per la legalizzazione della pornografia e prodotto emblematico e spregiudicato della rivoluzione sessuale iniziata negli anni Settanta.

di Peppe Fiore

Brown_blogItalia, 1961.
In una fredda sera di novembre, una Triumph nera si ferma al valico tra Francia e Italia. I due doganieri intirizziti si accostano torce in mano, illuminano brevemente il parafango. Si mettono all’istante sull’attenti e lasciano passare quello spettacolo di macchina senza azzardarsi a chiedere le generalità del conducente. Hanno visto la targa, c’è scritto: Corpo Diplomatico. Il gioiello nero riparte. Alla guida c’è uno studente di giurisprudenza di venticinque anni che sta cercando di laurearsi con una tesi che nessun relatore vuole prendersi in carico. È figlio di un alto funzionario del Ministero degli Esteri, ha trascorso la giovinezza tra Algeri, Belgrado e Francoforte, ed è stato educato nei migliori collegi d’Europa.
Il suo padrino di battesimo si chiamava Curzio Malaparte: per l’occasione gli regalò un cucchiaino d’oro.
Mentre viaggia alla volta di Milano, nel cofano della Triumph porta da Montecarlo un pacco di buste anonime di carta pesante. Dentro le buste, chili di foto di gente che fa l’amore. Sono i primi amplessi espliciti che varcano clandestinamente i confini nazionali.
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Intervista a Walter Siti

luglio 29, 2009

Apriamo, con questo pezzo, un piccolo ciclo di interviste che Peppe Fiore ha fatto a personaggi della letteratura, del cinema, del fumetto. Si comincia con Walter Siti.

di Peppe Fiore

«La cocaina è un po’ il simbolo eccellente della nostra società. La nostra è una società dopata, una cocaina a lento rilascio. Perché presuppone desideri sempre più eclatanti, esattamente come il cocainomane ha bisogno di sempre più droga. Ma se questo è vero, è vero anche il risultato: cioè una completa apatia. Io ho l’impressione che, emergenze a parte, quello che domina complessivamente oggi sia davvero una specie di chissenefrega generale: guardiamo il soffitto e speriamo che passi. È vero, intellettualmente sono un po’ disperato di mio. Ma stranamente questa convinzione è più forte quanto più nella vita privata sto bene».
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