Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi’

Oltre l’amore

dicembre 17, 2009

Oggi Il Manifesto è in edicola a 50 euro. È un’iniziativa di sottoscrizione popolare che è anche una battaglia per la libertà di stampa e per il pluralismo. Ripostiamo per l’occasione i due articoli di Ida Dominjanni, usciti rispettivamente il 15 e il 16 dicembre.

Quell’immagine senza ritorno

È sempre il volto dell’altro, sostiene Emmanuel Lévinas, la misura e la prova della nostra umanità, perché è nel volto dell’altro che è inscritta la sua e la nostra vulnerabilità. Il volto ferito di Silvio Berlusconi, una lacerazione improvvisa e violenta nella costruzione senza tempo e senza rughe della sua immagine personale e politica, si presta poco all’uso strumentale cui è stato subito piegato dai suoi pasdaran e in cui, come sempre, sembrano irretiti gran parte dei suoi oppositori. Quel volto colpisce più a fondo, con l’impatto di un’istantanea senza ritorno. (more…)

Il falso Napoleone

dicembre 15, 2009

Quello che segue è un estratto da Sarà vero. La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia, il saggio di Errico Buonanno, edito Einaudi, da qualche giorno nelle librerie. L’autore ha gentilmente concesso a minima & moralia un breve e illuminante passaggio su una clamorosa falsificazione napoleonica.

di Errico Buonanno

Nel 1817 (…) in Russia veniva pubblicata dalla rivista nazionalista Ruskoj vestnik la prima versione estera di un documento sconcertante, uscito in Francia un anno prima: un accurato commento al Principe di Niccolò Machiavelli scritto di pugno da Napoleone, che non faceva che mettere in mostra le nefandezze dell’imperatore stesso e, di riflesso, coprire di lodi i suoi più acerrimi rivali. Anche soltanto scorrendo il fitto apparato di note che accompagnavano lo scritto (e risalenti, si diceva, a quattro periodi diversi: generalato, consolato, impero ed esilio all’isola d’Elba), non si poteva non notare tutta la lucidità con cui il “tiranno” aveva sempre attentamente perseguito i suoi obiettivi. «Tagliare le braccia e bruciare le cervella» a chiunque esprimesse malcontento, poco curandosi dei metodi – «che importanza ha il cammino se alla fine si arriva alla meta?» –, «mantenere fazioni di qualunque tipo nelle città e nelle province» così da tenerle occupate e impedire ribellioni; e poi «la forza», la forza a tutti i costi, per coronare un grande sogno. Niente di meno: «Ah, se potessi nominare me stesso Augusto e supremo Pontefice della religione in Francia!».

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Il papi di Silvio

giugno 24, 2009

di Aldo Busi

Ringrazio Peppi Nocera, che nel suo blog Kirkpinar ospita da tempo gli interventi di Aldo Busi, e che ci ha concesso molto gentilmente di riprodurre il seguente pezzo sullo scandalo governativo delle ultime settimane.

Occorre un’emotività rimasta infantile per preferire amici prezzolati a nemici gratis! E la radice malata che blocca la crescita emotiva, intellettuale, sociale, sentimentale, sessuale e infine politica e civile di un maschio, e che lo porta a regredire in modo costante e masochistico nel tempo, è ben piantata nella figura del padre tanto perfetto quanto “inarrivabile”, e di solito è un padre autoritario, anche in modo mellifluo, intransigente, ricattatore ad oltranza (che sia morto può solo aggravare lo stato psicotico paterdipendente dell’orfano, avesse pure settantadue anni). Il padre, che non poteva non andare che in Paradiso, lo guarda dall’alto e lo giudica in ogni istante del suo sentire e del suo fare, e lo giudica solo in base a un metro: le cosiddette palle, tirate fuori o tenute dentro. Per l’anziano orfanello, ancora vacillante creta in divenire, avere le palle verrà confuso col non avere debolezze, compassione, autoironia, capacità d’ascolto. Come farà ad avere degli amici se vorrà solo essere ascoltato senza mai ascoltarli?
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