Posts Tagged ‘Unità d’Italia’

Fratelli d’Italia?

maggio 7, 2010

Questo articolo è uscito per la rivista pugliese La voce del popolo.

di Alessandro Leogrande

Negli ultimi mesi del 2009 il sito affaritaliani.it ha pubblicato a puntate un romanzo di fantapolitica: Fratelli d’Italia?. L’autore è tuttora anonimo, anche se dimostra di essere ben informato sui meccanismi del Palazzo. Il libro ha suscitato un certo interesse perché prevede (è scritto in forma di romanzo) che nel 2013 la Lega realizzerà la secessione del Nord, a partire dalla secessione del Veneto. Molto prima delle elezioni regionali di marzo, Fratelli d’Italia? aveva previsto che Zaia avrebbe stravinto le elezioni in Veneto, e che – da questa posizione – avrebbe creato le basi per una crescente autonomia.
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Non sparate sul Sud (e sul Risorgimento)

dicembre 14, 2009

Questo articolo è apparso nella rivista pugliese La voce del Popolo.

di Alessandro Leogrande

Proprio nel momento in cui ci avviciniamo ai 150 anni dalla Spedizione dei Mille, tutti sparano sul Risorgimento. Il governo Berlusconi celebrerà l’anniversario dell’Unità d’Italia in tono minore e a patto che (cosa inaudita fino a pochi anni fa) si celebrino anche le ragioni del fronte anti-risorgimentale, i motivi che spinsero la Reazione ad assumere vesti ora clericali, ora oscurantiste, assolutiste, neoborboniche, brigantesche, papaline…
D’altra parte, come in tutti i momenti di crisi economica e politica, il paese pare essere profondamente diviso. Il divario tra Nord e Sud torna ad allargarsi, e il Sud viene sistematicamente visto come una palla al piede, per il quale – dalle colonne del Corriere della Sera – si invocano leggi speciali, quasi l’istituzione di un governatorato dall’alto. Niente di nuovo, diranno alcuni. Quando sale l’odio antisociale, e antiunitario, il Sud finisce sistematicamente per essere inteso come una enorme questione criminale, senza lasciare il minimo spazio ad altre osservazioni economiche, politiche, sociali, culturali. Viene fotografato un enorme deserto da cui scompaiono le aree virtuose, le oasi dissidenti, i centri di produzione, che pure esistono e tengono botta, come se i Savonarola di turno perdessero ogni interesse al dettaglio, alla differenza, alle infinite lotte interne al Mezzogiorno contro le camorre.
Niente di nuovo, diranno alcuni. E invece qualcosa di nuovo c’è. Perché mai come ora il paese appare slabbrato in piccole patrie non comunicanti tra loro, che riscoprono tutte a proprio modo l’amore regressivo per il campanile (e i propri dialetti) e esacerbano l’odio per ogni forma di interesse generale, di idea allargata di giustizia e di coesione sociale. Mai come ora il fronte anti-risorgimentale ha fatto breccia nel governo del paese, è rappresentato direttamente da una forza politica che occupa la macchina statale, facendo passare la disunità attraverso un’idea distorta di federalismo.
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