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Inventario di Perec

gennaio 16, 2010

Vi proponiamo un testo inedito e un po’ particolare di George Perec, già apparso tempo fa sulla rivista Lo Straniero, con una breve introduzione di Carlo Mazza Galanti che serve per capire.

Nel gennaio del 1969 Georges Perec intraprende un vasto progetto di scrittura che sembra prefigurare l’impresa del miliardario Percival Bathelbooth, il personaggio principale della Vita istruzioni per l’uso. Il progetto di Bartlebooth prevede la composizione di 500 acquerelli dipinti in altrettante località marittime sparse per il globo terrestre, la loro trasformazione in puzzle, la risoluzione dei 500 puzzle così prodotti e la successiva dissoluzione degli stessi nei luoghi in cui sono stati eseguiti gli acquerelli. Un giro del mondo che si dovrebbe stendere nell’arco di 50 anni e che viene interrotto dalla morte del miliardario, sopraggiunta durante la risoluzione del puzzle numero 439. Lieux (Luoghi, questo il titolo del progetto di Perec), meno ambizioso quanto all’estensione temporale, deve durare dodici anni. Al contrario di quella di Barthelbooth inoltre, l’impresa di Perec non prevede grandi spostamenti: dodici luoghi di Parigi (strade, piazze, un passage, incroci), legati al vissuto dello scrittore, sono l’oggetto di una duplice scrittura. Ciascuno dei luoghi scelti dev’essere descritto una volta all’anno sul posto, nel modo più neutro possibile, e in un altro momento dello stesso anno dovranno essere rievocati i ricordi ad esso legati. La rievocazione dei ricordi deve avvenire lontano dal luogo in questione. Un algoritmo matematico (biquadrato latino di ordine 12, creato appositamente per Perec dal matematico indiano Chakravarti) dispone la distribuzione dei 12 luoghi in modo da evitare ripetizioni e sovrapposizioni. Una volta conclusi, i testi sono imbustati e sigillati. All’occorrenza possono entrare nelle buste anche fotografie scattate sul luogo o testimonianze della presenza dello scrittore (biglietti della metropolitana, scontrini di cassa, biglietti del cinema, volantini). Alla fine dei dodici anni di lavoro previsti Perec avrà messo da parte 288 buste sigillate.
Nel 1973, al quarto anno di lavoro, Perec non rivela molto di quello che sarà di Lieux una volta aperte le buste, nel gennaio 1982: «Saprò allora se ne valeva la pena: infatti, non mi aspetto nient’altro che la traccia di un triplice invecchiamento: quello dei luoghi stessi, quello dei miei ricordi e quello della mia scrittura».
Come il progetto di Barthelbooth anche Lieux resta incompiuto. Perdita d’interesse, difficoltà a rispettare le consegne, fattori biografici, convincono lo scrittore ad interrompere la stesura di Lieux nel ‘75. Tuttavia il progetto non viene abbandonato del tutto. Alcune delle 133 buste accumulate in circa sei anni di scrittura non restano a lungo sigillate e sono pubblicate in sedi diverse tra il 1977 e il 1980, tutte sotto il titolo generico di «Tentative de description de quelques lieux parisiens» (Tentativo di descrizione di qualche luogo parigino). Nel ‘76 Perec pubblica un nuovo testo, filiazione diretta di Lieux, intitolato «Tentative d’epuisement d’un lieu parisien» (Tentativo di esaurire un luogo parigino), consistente nella descrizione del carrefour Mabillion (uno dei 12 luoghi scelti per Lieux) operata in loco e nel corso di tre giornate successive.
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